NEL SOLCO DELLA TERZA VIA

 

di Machiavello

Quando tra di noi parliamo di “Terza Via” il nostro pensiero va a quello che rappresentiamo da più di un secolo ossia quella “Terza via” oltre il marxismo, poi divenuto marxismo leninismo e liberalcapitalismo.
Ciò rappresenta la nostra natura, la nostra ragione di esistenza, la nostra volontà politica.
Da quel lontano novembre 1914 che rievoca quell’espulsione dal Partito Socialista Italiano di Benito Mussolini, noi rappresentiamo a pieno titolo quell’ “eresia” “socialista nazionale” antimarxista che avrebbe trovato forma e concreta rappresentanza politica un lustro più tardi in quella storica adunata di Piazza San Sepolcro a Milano.
Questo è quello che noi essenzialmente siamo tutt’oggi, e che abbiamo rappresentato nell’era più brillante della Patria , nel periodo finito poi come è finito in quella titanica battaglia dell’ “oro contro il sangue”, in altre parole nella battaglia tra la diabolica alleanza plutocratico-bolscevica ed i “socialismi nazionali” europei del XX secolo. Questa è l’essenza della nostra “Terza Via” , intangibile bandiera che noi ancora oggi sventoliamo contro ogni declinazione del materialismo economicista, una bandiera che riteniamo valida oggi più che mai.
Ma risalendo al bandolo della matassa è doveroso analizzare “correndo a ritroso ” il periodo che poi ha generato quel che ha generato nell’ era contemporanea immediatamente successiva, ossia è doveroso risalire con una limpida e serena analisi obiettiva e storica a quei fermenti e fenomeni che segnarono l’Europa e che sfociarono nella Rivoluzione Francese del 1789.
Di ciò avremmo da dire molto, poiché molte aberrazioni nacquero per molti versi proprio da lì
Sintetizzando brevemente, se è vero come è vero che le conseguenze delle scelte di Luigi XIV -che, depodestando dal proprio ruolo millenario l’Aristocrazia Feudale, riducendola a cortigianeria parassitaria debosciata e dimentica di sé nei dorati miasmi di Versailles- avevano portato il Sistema sull’orlo del generalizzato discredito, almeno nella Capitale, non possiamo che prendere atto della chiarissima presa di posizione in merito di Benito Mussolini che qui riportiamo:
“Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo, noi rappresentiamo
l’antitesi netta, categorica, definitiva di tutto il mondo della democrazia,
della plutocrazia, della massoneria, di tutto il mondo, per dire in una parola,
degli immortali principi dell’ ’89.”
MUSSOLINI, ” , 7 aprile 1926.

Il pensiero materialistico progressista dell’illuminismo sarà disgraziatamente quello che genererà il cancro dell’era contemporanea ossia il liberalismo ed il comunismo. Le due facce della stessa medaglia.

La concezione etica della vita e dello Stato, la socialità, il concetto di democrazia organica, la funzione sociale della proprietà privata contrapposte alle utopie marxiste, peculiari di taluni rivoli del pensiero-per larga parte sovversivo e di ispirazione massonica-del Mazzini, le possiamo ritrovare, vivificate e sublimate nella visione Gentiliana, infatti nell’azione politica mussoliniana, soprattutto nell’epopea gloriosa della RSI ma anche nel sistema organico corporativo del ventennio.
L’illuminismo ha disgraziatamente generato ,come già detto, i due mali materialistici sopra citati contro cui noi ci siamo battuti e ci battiamo
La nostra provenienza più remota all’emblema della “terza via” non può essere che questa.
Non reazione quindi, non conservazione, ma Rivoluzione Nazionale e Sociale nel solco della Tradizione

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