Basta accise!” FIRMA LA PETIZIONE!

Avendo preso atto della situazione economica in cui versano centinaia di migliaia di famiglie  e  milioni di cittadini italiani, ed essendo consci altresì  del contesto sociale che si è determinato dopo anni di pandemia, mesi   di restrizioni   e lo scoppio di un conflitto  che  va  ad   incidere negativamente   sulla nostra quotidianità, si chiede al Governo Italiano, in  primis   al  Presidente   del   Consiglio Mario Draghi, di porre in essere un provvedimento finalizzato al  taglio delle accise sui carburanti per almeno 12 mesi. 
Riteniamo che questo gesto sia un atto dovuto verso un popolo ormai esasperato e senza più alcuna prospettiva, e ci auguriamo che anche l’esecutivo dimostri di  rendersene conto, dando un seguito positivo alla nostra pressante richiesta. 

Firma anche tu la petizione al Presidente Draghi  – clicca sull’immagine sotto

 

Sono ben 19 le accise sui carburanti che gravano sulle tasche degli automobilisti italiani. A queste va aggiunta l’Iva al 22%, arrivando a comporre il 64% del prezzo totale dei carburanti. Il ricorso a questo strumento ha visto un’accelerazione nel corso degli anni: in sessant’anni – tra il 1936 e il 1966 – sono state introdotte nove accise, le altre dieci in soli dieci anni, tra il 2004 e il 2014. Nel solo 2011 ne sono state introdotte ben quattro. Di seguito l’elenco completo delle accise sui carburanti in Italia: 1) finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935 – 1936) – 0,000981 euro; 2) finanziamento della crisi di Suez (1953) – 0,00723 euro; 3) ricostruzione post disastro del Vajont (1963) – 0,00516 euro; 4) ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) – 0,00516 euro; 5) ricostruzione post terremoto del Belice (1968) – 0,00516 euro; 6) ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) – 0,00511 euro; 7) ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) – 0,0387 euro; 8) finanziamento missione Onu in Libano (1982 – 1983) – 0,106 euro; 9) finanziamento missione ONU in Bosnia (1996) – 0,0114 euro; 10) rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004) – 0,020 euro; 11) acquisto autobus ecologici (2005) – 0,005 euro; 12) ricostruzione post terremoto de L’Aquila (2009) – 0,0051 euro; 13) finanziamento alla cultura (2011) – 0,0071; 14) finanziamento crisi migratoria libica (2011) – 0,040 euro; 15) ricostruzione post alluvione Toscana e Liguria (2011) – 0,0089 euro; 16) finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) – 0,082 euro; 17) ricostruzione post terremoto dell’Emilia (2012) – 0,024 euro; 18) finanziamento del “Bonus gestori” (2014) – 0,005 euro; 19) finanziamento del “Decreto fare” (2014) – 0,0024.

Il gettito fiscale generato dalle accise stimato per il 2021 si attesta a 23,6 miliardi di euro, in flessione rispetto ai 26 miliardi raggiunti nel 2017 – si sono fatti sentire gli effetti della pandemia che ha ridotto i consumi di carburanti – ai quali va aggiunto il gettito di Iva incamerato dalle voraci finanze pubbliche. 

Ma non finisce qui, oltre alle Accise bisogna calcolare l’IVA al 22%, che non viene calcolata solo sul prezzo netto ma anche sui balzelli. BASTA!!

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